Villaggio Crespi d'Adda

Il Villaggio Crespi d’Adda

Una delle più importanti testimonianze di villaggio operaio in Italia

Ho conosciuto da poco – e per caso – il Villaggio Crespi d’Adda

Cercando siti web, link, blog, collegamenti, pagine Facebook e quanto legato al turismo industriale mi sono imbattuto nel Villaggio Crespi d’Adda e ne sono rimasto subito affascinato, molto affascinato

Ancora non l’ho visitato ma ho preso contatti con l’associazione che tutela e valorizza il Villaggio ed ho ricevuto materiale interessante che ho letto e studiato, riletto e ristudiato

Non faccio un reportage

Le considerazioni del post fanno riferimento a scritti e pubblicazioni sul Villaggio

Anzi vorrei riflettere sull’avventura di una famiglia di visionari che ha perseguito e realizzato un progetto interessante, innovativo e forse rivoluzionario

Il progetto di

[..] un luogo e un tempo in cui, col nascere dell’industria, si è cercata l’armonia tra l’uomo e l’industria stessa, nel lavoro e fuori dal lavoro

E l’armonia, dell’uomo e dell’industria da lui creata, con la natura [..]

Un progetto ancora interessante

Il villaggio

Il Villaggio Crespi d’Adda si trova a circa 15 km da Bergamo alla confluenza del Brembo con l’Adda e nasce

dall’esigenza di capitani di industria illuminati, desiderosi di soddisfare le esigenze dei propri operai anche al di fuori del rapporto di lavoro

Ancora oggi a distanza di anni

ci accorgiamo di come nel Villaggio si diede vita ad un singolare, quasi perfetto, microcosmo sociale: un insediamento [..] che metteva a disposizione dei suoi abitanti-operai tutto ciò che serviva loro per l’intero arco della loro esistenza, non solo nella fabbrica ma anche al di fuori del luogo di lavoro

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Veduta odierna del Villaggio Crespi d’Adda

Una cittadina con

elevato grado di organizzazione e autosufficienza [..] nella quale è spesso evidente l’intento di operare nella direzione del progresso: progresso abitativo, umano e sociale

La famiglia Crespi

Ma chi sono i fondatori del Villaggio Crespi d’Adda, chi sono i Crespi?

Cristoforo Crespi e Silvio Crespi
A sinistra Cristoforo Benigno Crespi e a destra Silvio Benigno Crespi

I Crespi sono una famiglia di imprenditori tessili originari di Busto Arsizio VA. Cristoforo Benigno Crespi – nato a Busto Arsizio nel 1933 – dette vita

insieme alla famiglia agli opifici di Vaprio, Vigevano e Ghemme

Nel 1878 fondò lo stabilimento di Trezzo sull’Adda [..]

Fu console del Portogallo e fu insignito di diverse onorificenze fra le quali quella di Cavaliere del Lavoro, di Commendatore della Corona d’Italia e quella di Cavaliere della Legione d’Onore

Mentre uno dei figli – Silvio Benigno Crespi nato a Milano nel 1868 – con la sua indole tenace e infaticabile si occupò di numerosissime attività e assunse svariate cariche nel campo industriale, politico e finanziario

Pubblicò uno studio sui mezzi per prevenire gli infortuni, fu primo presidente dell’Associazione Cotonieri e membro del Consiglio Superiore dell’Industria e del Commercio

Fu presidente della Banca Commerciale Italiana e dell’Automobile Club d’Italia.
Fu deputato e senatore nelle file dei liberali cattolici e svolse un’intensa attività in parlamento a favore dell’industria e del commercio, rivolgendosi anche a problemi legati alle condizioni di lavoro degli operai

Fu nominato ministro plenipotenziario al termine della Grande Guerra.

Siamo in presenza di un ambiente familiare di accentuata vivacità intellettuale con persone di intuizioni, sensibilità e progetti sopra la media e anche fuori dagli schemi

Non a caso

Silvio Benigno Crespi, figlio del fondatore della fabbrica e del Villaggio, rappresentò l’Italia tra i potenti della terra ai trattati di Versailles, dopo la Prima guerra mondiale!

E inoltre

la famiglia Crespi, nella persona di Benigno Crespi, fratello del fondatore e parente dei Morbio, divenne proprietaria del Corriere della Sera già ai tempi della fondazione del giornale!

Altro elemento interessante fu l’azione di Silvio Benigno Crespi,

appassionato di auto, a promuovere – negli anni Venti – la costruzione delle prime autostrade d’Italia e dell’autodromo di Monza!

Un ambiente familiare particolare. Forse speciale

La fabbrica

La vita del villaggio ruotava intorno alla fabbrica. L’ingresso della fabbrica era il centro del villaggio

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Uffici e direzione all’ingresso della fabbrica – foto di Fabio Cuttica

Nel Villaggio le abitazioni degli operai sono separate ma poste nelle adiacenze della fabbrica e gli altri edifici – per altre attività – sono in posizione defilata ma sempre comprese nel tessuto urbanistico

La fabbrica vede all’ingresso la direzione e la palazzina degli uffici mentre la manifattura vera e propria si trova nei capannoni sul retro e a ridosso del fiume Adda

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L’ingresso della fabbrica – Foto di Dimitri Salvi

La ciminiera sta imponente all’ingresso quasi sorvegliandolo

La fabbrica lavorava il cotone producendo filati e tessuti di ogni genere e nel primo dopoguerra raggiunse il massimo sviluppo impiegando 4.000 lavoratori di cui un terzo residenti nel villaggio

La ditta però entro in crisi finanziaria [..] per gli enormi investimenti fatti negli anni Venti [..] che sfociarono nella grande crisi del ’29 [..] e le continue spese per arricchire fabbrica e Villaggio [..]

Per coprire i debiti [..] i Crespi dovettero cedere tutti tutte le loro proprietà.

La famiglia Crespi [..] abbandonò definitivamente la [nuova] società nei primi anni Trenta, e quindi anche il Villaggio da loro creato

Le abitazioni

Il Villaggio mostra tipologie di abitazioni legate a momenti diversi di progettazione e realizzazione

Il primo nucleo è costituito dai cosiddetti palassòc – i palazzotti – formati da

grandi case plurifamiliari edificate intorno al 1878, quando ancora non c’era la visione chiara di un paese idealmente strutturato: essi rispondevano alla concreta esigenza di dare alloggio al primo nucleo di operai specializzati

A questa iniziale e ben presto abbandonata tipologia di edificio seguirono le

casette operaie a pavillon [..] [che] [..] più costose dei palazzotti [..] avrebbero garantito non solo migliori condizioni di vita ai dipendenti, ma anche maggior efficienza nel lavoro e attaccamento alla fabbrica

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Casette operai del villaggio

Più a sud troviamo il terzo gruppo di abitazioni – le ville degli anni Venti

edificate molto più tardi, di stile eclettico e ricollegabile al tardo Liberty italiano. Se ne incontrano dapprima cinque, di forma identica, oggi solitamente definite villini dei capi reparto. Di seguito troviamo altre sette ville di maggior pregio [..] definite ville dei dirigenti

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Villa in stile eclettica – foto di Fabio Cuttica
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Villa in stile eclettica – foto di Fabio Cuttica

Le casette operaie

Il tipo di abitazione più importante – che qualifica l’intero progetto del Villaggio Crespi – è l’abitazione degli operai. La casetta operaia

Queste costruzioni dall’aspetto semplice ma gradevole costituivano allora delle soluzioni abitative d’avanguardia. [..] Di chiara ispirazione anglosassone, esse sono prive di balconi e sono circondate da una recinzione bassa [..] che racchiude orto e giardino e delimita con precisione l’area assegnata [..]

A pianta quadrata e con due piani – più il sottotetto e lo scantinato – esse sono dotate di otto grandi stanze, quattro per piano, ed hanno due diversi tipi di ingresso: unico se destinate ad una famiglia sola e doppio se a due

All’esterno vi era una latrina , insieme alla legnaia e al pollaio (i bagni all’interno delle case [..] furono costruiti nel 1940)

Le casette, oggi di proprietà degli abitanti, veniva date in affitto solo ai dipendenti dello stabilimento e il relativo costo veniva trattenuto sulla busta-paga

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Casette operaie – foto di Fabio Cuttica

Ospedale, chiesa e cimitero

Il villaggio vedeva la presenza anche di un ambulatorio anzi del piccolo ospedale situato in un casetta che

oltre ad un ambulatorio al piano terra, era dotato al primo piano di stanze adibite ad accogliere i degenti. Era naturalmente il medico, insieme ad un infermiere, a prendersi cura degli operai

Era presente anche la chiesa del villaggio anzi la copia esatta della chiesa di Busto Arsizio, loro paese natale, con cui vollero dare

un tocco di arte rinascimentale a testimoniare il periodo culturale italiano più fecondo

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La chiesa del Villaggio Crespi – foto di Luigi Tiriticco

All’estremo sud del Villaggio è presente il cimitero

caratterizzato dalla presenza di una sorte di piramide a gradoni e di lapidi a forma di croce poste in ordine nel prato, secondo la cultura anglosassone

La piramide, costruzione eclettica e di gusto esotico, non è altro che il famedio – o il mausoleo – della famiglia Crespi, che ospita, ancor oggi, le tombe dei suoi membri

Le tombe dei dipendenti si ritrovano invece nelle piccole lapidi di ceppo e cemento: esse ricevono il grande abbraccio che il monumento della famiglia Crespi ad esse rivolge, simboleggiato dalle esedre che si aprono ai suoi lati

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Il cimitero – foto di Fabio Cuttica

La scuola

Il Villaggio vedeva la presenza anche di una scuola per i figli dei dipendenti

Nell’edificio – modernizzato in epoca fascista e reso meno elegante dell’originale – si svolgevano

gran parte delle iniziative culturali del paese: i corsi serali per i lavoratori stessi, i corsi di economia domestica per le ragazze e il corpo musicale

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La scuola – foto di Luigi Tiriticco

Da notare che nella scuola di Crespi

tutto era fornito dalla fabbrica: dai libri alle penne ai grembiulini, dalla refezione allo stipendio e alloggio per gli insegnanti!

Inoltre

terminati gli studi gli alunni più meritevoli venivano portati a Bergamo a spese della direzione di stabilimento per continuare gli studi

Per tutti gli altri vi era un posto di lavoro pronto: [..] quegli scolari [..] avevano la precedenza nell’assunzione

Bagni pubblici, dopolavoro, lavatoi, spaccio alimentare

Un interessante servizio reso nel Villaggio erano

i locali [..] che ospitavano i bagni e le docce pubblici, e persino una piscina al coperto. La loro presenza rispondeva al preciso intento di favorire la pulizia e diffondere l’igiene nel Villaggio, in un periodo in cui mancavano i bagni all’interno delle case

L’edificio del dopolavoro [..] fu costruito negli anni Venti allo scopo di promuovere la ricreazione della popolazione operaia e delle famiglie

A lato della piazza [..] troviamo il lavatoio. Esso fu costruito per venire incontro alle esigenze delle donne, e in particolare delle lavandaie. [..] permetteva di lavare i panni vicino le case, senza dover raggiungere il fiume con le pesanti ceste colme di panni

Lo spaccio alimentare [..] metteva a disposizione della comunità generi alimentari e generi vari, abbigliamento, il servizio di parrucchiere

La cura dell’orto

Una bella testimonianza

La cura dell’orto era a Crespi d’Adda qualcosa di molto importante, per diverse ragioni

Innanzi tutto orti e giardini ben tenuti rendevano il Villaggio ancora più bello e gradevole e, raccontano gli anziani, si faceva a gara fra gli abitanti per tenerli meglio curati

Inoltre il lavoro nell’orto era considerato una sana e nobile attività, che non solo teneva gli operai lontano dall’ozio e dalle osterie, ma aggiungeva qualcosa sul tavolo delle famiglie

E se pensiamo al fatto che la maggioranza dei dipendenti era costituta [..] da ex contadini , ecco che l’orto diventava anche un ritorno alle origini

La cura del giardino – foto di Fabio Cuttica

Curiosità

A riprova dell’impegno e della lungimiranza dei Crespi occorre notare che

la ditta dei Crespi fece costruire a inizio Novecento, tra i tanti servizi gratuiti, una piscina al coperto, con docce, spogliatoi e.. acqua calda!

Il Villaggio Crespi d’Adda è stato il primo paese in Italia ad essere dotato di illuminazione pubblica con il sistema moderno Edison!

Crespi d’Adda, seppure in provincia di Bergamo, ha il prefisso telefonico di Milano: infatti i Crespi fecero installare una linea privata a lunga distanza che collegava il loro castello con la residenza di Milano!

Patrimonio UNESCO

Il Villaggio Crespi dal 1995 è Patrimonio mondiale dell’UNESCO

Villaggio Crespi patrimonio Unesco
Il Villaggio Crespi è Patrimonio mondiale Unesco

Il sito di Crespi d’Adda è stato iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale perché offre un

esempio eminente di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o di paesaggio che [..] [illustra] un periodo significativo della storia umana.

e costituisce un

esempio eminente di insediamento umano rappresentativo di una cultura, soprattutto quando esso diviene vulnerabile per effetto di mutazioni irreversibili.

Il video di Diego Bedeschi

Si! Siamo in presenza di un’operazione speciale su cui riflettere e da cui apprendere

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Un sentito ringraziamento all’Associazione Culturale Villaggio Crespi e ai fotografi Fabio Cuttica, Dimitri Salvi, Luigi Tiriticco

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