Museo delle miniere MINE

Museo delle miniere e del territorio – MINE

La visita al MINE e al vecchio e abbandonato Castelnuovo dei Sabbioni

Il Museo delle miniere e del territorio – MINE – nel Comune di Cavriglia AR – è situato nell’originale, nel primo Castelnuovo dei Sabbioni, il paese abbandonato negli anni 60 per il cedimento della collina a seguito delle attività di scavo

Il museo MINE
Il MINE con l’adiacente Centro polivalente (chiesa sconsacrata)

Il museo è particolare perché si trova in un luogo particolare – un paese abbandonato – in una zona particolare – una grande miniera a cielo aperto – legato ad un fatto particolare – anche se estraneo alla vita di miniera – la strage nazista del 4 luglio 1944

La lignite

Nel comprensorio minerario si estrae la lignite, il fossile già noto ai tempi del Granduca Cosimo I de’ Medici. Infatti nel 1551 Ludovico Capponi chiedeva un intervento del Granduca a Pianfranzese per

obtenere [..] di estinguere un certo fuocho [..] el fumo di detto fuocho, quale da per se stesso, abbrucia la terra, appuzza e’ vini

L’esistenza della lignite era nota ma la coltivazione sistematica del giacimento minerario parte solo nella seconda metà del 1800 per approvvigionare di combustibile le crescenti attività della Ferriera di San Giovanni Valdarno

Centrale elettrica di Santa Barbara
Le torri di raffreddamento della centrale elettrica di Santa Barbara

L’inizio del XX secolo vede l’avvio delle attività della centrale elettrica di Santa Barbara – da parte della SELT Valdarno – e lo sfruttamento intensivo del giacimento minerario per approvvigionare gran parte del fabbisogno energetico della centrale elettrica e della citata Ferriera di San Giovanni Valdarno

Ma cosa è la lignite?

Lignite
Blocco di lignite

La lignite – o il lignite come molti dicono da queste parti – è un carbon fossile, combustibile, con minor potere calorifico e quindi con meno pregio di altri carbon fossili come il litantrace e l’antracite

L’edificio del museo

L’edificio del museo si trova sulla sommità del paese abbandonato dove lo stile essenziale e spoglio del fabbricato contrasta con gli elementi in pietra serena della facciata della chiesa sconsacrata oggi diventata un Centro polivalente

Il MINE con l’adiacente chiesa sconsacrata adibita a Centro polivalente

All’interno la luminosità del vano di accesso ai vari piani – scale e vetrate – contrasta con l’area espositiva volutamente nella penombra per rappresentare e ricordare l’atmosfera cupa e buia nelle gallerie della miniera

Il MINE
La scala di accesso ai vari piani del MINE
Il MINE
L’interno del MINE

Sul retro del museo una grande terrazza permette di ammirare il panorama della vallata

Il MINE
Il retro del MINE

Attrezzatura

Il museo presenta oggetti, attrezzi e strumenti del lavoro in miniera tra cui risalta la presenza dell’incastrino il piccone utilizzato nelle attività di scavo

Il MINE
L’incastrino attrezzo tipico di scavo dei minatori

Non c’era infatti necessità del normale piccone – con 2 punte – per la scarsa consistenza della lignite che non necessitava di grossi sforzi per l’estrazione

Mortadella e formaggio in una vertenza sindacale

Altro elemento interessante e curioso è una vertenza sindacale del secondo dopoguerra dove – fra le varie richieste – risaltavano due fette di mortadella e mezzo etto di formaggio

Infatti il 30 marzo 1947 Romano Bilenchi scriveva su l’Europeo

I minatori del Valdarno il 2 febbraio 1947 presentarono una serie di richieste: miglioramenti salariali, indennità di trasporto, una tuta e un paio di scarpe all’anno e… due fette di mortadella e mezz’etto di formaggio

La Direzione rispose: indennità di trasporto, scarpe e tuta, si; mortadella no.

Uno sciopero bianco, una trattativa laboriosa portarono il 27 febbraio all’accordo: con il carrello scesero i primi 125 chilogrammi di mortadella

Il paese abbandonato

Come già accennato il paese è stato abbandonato negli anni 60. Le attività minerarie intensive e sistematiche hanno intaccato la stabilità della collina da doverla abbandonare e trasferire il paese con i suoi abitanti nelle adiacenze

Molto probabilmente tal decisione è stata avallata dalla difficoltà dell’intervento di consolidamento e dalla scelta di garantire prima il lavoro poi tutto il resto. Anche per i decenni futuri

Il MINE
Il paese abbandonato di Castelnuovo dei Sabbioni

Va anche detto che lo spostamento del paese – degli abitanti del paese! – non è stato un esodo convulso e caotico. I caratteri della comunità sono stati salvaguardati

Il paese abbandonato di Castelnuovo dei Sabbioni
Il paese abbandonato di Castelnuovo dei Sabbioni

Aggirarsi nell’area del paese abbandonato crea disagio – un certo disagio – anche se si avverte e si tocca con mano lo sforzo e la necessità di salvaguardare radici, caratteri comuni e patrimonio della comunità di Castelnuovo dei Sabbioni

La chiusura delle attività minerarie

Alla fine degli anni 50 Enel acquisisce la concessione mineraria di Santa Barbara e cambia la modalità di estrazione

Potenti macchine a catena di tazze cominciano l’asportazione del materiale inerte di copertura del banco di lignite, con spessore medio di 80 metri, per depositarlo nei cavi di estrazione precedentemente esauriti o in valli limitrofe, fino a ridisegnare completamente l’orografia di circa 3.000 ettari di territorio.

Il MINE
Le macchine Krupp con a destra la ruota di scavo a tazze

Nel 1994 cessa ogni attività e ad oggi dei circa 3.000 ettari di territorio interessato dalle attività di estrazione 1.300 ettari sono stati restituiti alla comunità e sui restanti 1.700 ettari sono in corso operazioni di riassetto ambientale

La strage nazista

Nei giorni a cavallo di fine-giugno e inizio-luglio del 1944 – durante il passaggio del fronte – la zona fu interessata da eccidi ad opera di soldati tedeschi della Divisione Hermann Goering

Queste tragedie pervadono tutto e aleggiano su tutto. Anche sul Museo delle miniere e del territorio

Si contarono 188 vittime nelle località Castelnuovo dei Sabbioni, Meleto Valdarno e Matole del comune di Cavriglia mentre 244 innocenti erano già stati trucidati pochi giorni prima nei poco distanti Civitella della Chiana, San Pancrazio e Cornia nei comuni di Civitella Valdichiana e Bucine

Le stragi sono estranee alle attività delle miniere ed al Museo ma se ne respira la presenza pesante e grave. Si avverte la cicatrice chiusa ma ben presente forse per qualcuno ancora sanguinante

Si avverte lo sfregio inferto alla comunità

Note finali

Il museo delle miniere e del territorio – il MINE – è interessante e consigliabile anche se – in esclusiva ottica di miglioramento – vorrei segnalare alcuni elementi da rafforzare

  • per la ricchezza di oggetti esposti, storie da ascoltare e suggestioni evocate sarebbe utile un servizio di audioguida
  • sarebbero utili più notizie sulla miniera e sulla sua organizzazione del lavoro

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Il video di Francesco Piazzesi – gran bel video – ricco di elementi interessanti sull’organizzazione del lavoro in miniera, sulle relazioni industriali…

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